La scomparsa dell’Amico Giancarlo Galardi, già Presidente

È scomparso l’Amico Giancarlo Galardi, presidente del Comitato Amici del Palio dal 1985 al 1998.
Lo abbiamo salutato ieri sera per l’ultima volta al Banchetto del Comitato Amici del Palio dove, come ogni anno, non aveva fatto mancare la sua presenza.
Il nostro saluto va alla sua famiglia, agli amici cari, alla Contrada della Selva.

Di seguito pubblichiamo l’articolo che Giancarlo. con il suo solito entusiasmo, ci aveva scritto per il catalogo della mostra per i 70 anni del Comitato Amici del Palio.

Credo di aver gestito con amore e responsabilità il Comitato Amici del Palio dal 1985 al 1998. Il gruppo era formato sia da Amici che da semplici contradaioli che sono sempre stati disponibili a coadiuvarmi nella gestione delle iniziative tese alla difesa ed alla onorabilità della nostra senesità.
Prendemmo coscienza che eravamo alla fine di un secolo ed era nostro dovere analizzare le mutazioni in atto dei rapporti, degli interessi e di conseguenza della gestione del Palio. Cercammo di capire e mettere all’attenzione delle istituzioni interessate tale processo.
Con una attenta lettura comportamentale del nascente contradaiolo evidenziammo la tipologia individuale nell’ormai conosciuto rapporto: ius soli, ius sanguinis, ius amistatis.
Capimmo che molti giovani si erano avvicinati al Palio ed alla Festa nel suo genere in modo a volte distorto e per questo il nostro interesse si diresse verso l’analisi ed il coinvolgimento delle nuove generazioni. 
Alcuni documenti pubblicati nel corso degli anni sono la testimonianza dello studio, delle considerazioni e dei suggerimenti dovuti, dal primo, edito nel 1991, all’ultimo nel 1997. Grazie alla capacità critica e professionale di alcuni Amici aprimmo una delicata e complessa riflessione , con l’accordo e il sostegno del Provveditorato agli Studi, con le scuole di primo grado. Un’inaspettata partecipazione di docenti dell’intero distretto senese richiamò un consistente gruppo di relatori, accademici e politici come il semiologo Omar Calabrese, l’allora Rettore dell’Università Prof. Mauro Barni, amministratori e rappresentanti del Comune di Siena, della Provincia, della Prefettura e del Magistrato delle Contrade.
Lo studio storico e l’analisi comportamentale del nascente tessuto contradaiolo, compreso quello dirigenziale, suggerì la pubblicazione straordinaria del libro “Contrada è…”, diventato nel tempo un testo scolastico, usato ed apprezzato da diverse generazioni di giovanissimi contradaioli .
A questa pietra miliare nel cammino del Comitato, seguirono altre iniziative da me ricordate con molta partecipazione: rilanciammo all’attenzione pubblica l’evento della Battaglia di Monteaperti ( ovviamente mai dimenticata nel cuore e nella memoria dei Senesi) con il parziale recupero dello storico cippo e della lapide che segnano i luoghi della battaglia. Con grande soddisfazione, ricordo i tantissimi piccoli contradaioli che parteciparono alla fiaccolata organizzata in occasione dell’anniversario della battaglia, alla presenza delle autorità del Comune di Siena e di Castelnuovo Berardenga con i rispettivi labari e con il supporto logistico della Prefettura di Siena e di una rappresentanza della Folgore.
Un altro obiettivo fu lo studio di alcuni eventi della storia senese e delle Contrade legati al periodo risorgimentale. Con la disponibilità del Comune e dell’Università, riuscimmo ad esporre il materiale storico e documentario risalente alla partecipazione degli studenti senesi alla Battaglia di Curtatone e Montanara.
Non voglio dimenticare inoltre la collaborazione avuta con il Prof. Enzo Balocchi, allora consigliere RAI e del regista Emilio Ravel che permisero ad alcuni Amici di effettuare ricerche presso gli archivi storici della RAI e recuperare straordinari filmati di Palio e di feste senesi del passato.
Ricordo infine la decisione unanime con la quale il Comitato , riconoscendo nella figura prefettizia un supporto indispensabile alla Festa, assegnò nel 1990 al Dott. Vittorio Stelo il titolo di “Amico del Palio”.
Mi scuso, avrei voluto e dovuto citare tutti gli Amici che mi hanno affiancato negli anni della mia presidenza del Comitato, ma per non fare torto ad alcuno, ne cito soltanto uno: Amulio Bartalucci che è stato per tutti noi consigliere e Maestro.”