Palio 16 agosto 2014 – Presentazione del Drappellone

Nel Cortile del Podestà, questa sera alle ora 19, in una splendida cornice di Contradaioli è stato presentato da Margherita Anselmi Zondadari il “Cencio” del prossimo Palio realizzato da Ivan Dimitrov.

Palio 16 agosto 2014

 

Il Drappellone

Drappelone-Dimitrov
Drappellone-Dimitrov-retro

LA PRESENTAZIONE DEL SINDACO DI SIENA DOTT. BRUNO VALENTINI

Onorandi priori, capitani, autorità, contradaioli carissimi,

 

Si ammanta del senso dell’anima e della memoria il Drappellone che presentiamo solennemente oggi; porta con sé vicende umane e artistiche proiettate verso l’enigma del viaggio e del ritorno senza tempo.

Il flusso della poesia di Mario Luzi, cui il Palio è dedicato nel centenario della nascita, sembra percorrere <<La strada tortuosa che da Siena conduce all’Orcia / traverso il mare mosso di crete dilavate>>, per tornare al profilo della città della Vergine, <<alta e romita nel suo sibillino paesaggio>>.

L’intreccio costante della vita e dell’opera di Luzi con Siena e le sue terre rende un’esperienza quasi mistica contemplare oggi quest’opera. La nostra città ha avuto un ruolo decisivo nella formazione del poeta, che vi ha trascorso con i genitori gli anni del liceo, il Ginnasio “Tolomei”, traendone ispirazione poetica sin dagli anni dell’adolescenza e delle prime importanti amicizie.

Ma l’eterno ritorno a quella che Luzi definì “città dell’anima”, al miraggio infinito della memoria e del desiderio, accompagnerà tutta la vita del poeta, come una dolce strada interiore, che attraversa <<Questa terra toscana brulla e tersa/ ove corre il pensiero di chi resta / o cresciuto da lei se ne allontana>>.

All’apertura dell’anno accademico dell’Università per Stranieri, nel 1991,  Luzi disse: “Sono sempre più frequentemente, da alcuni anni, nella strada di Siena, perché di fatto ci vengo più spesso, ci giro intorno, mi ritraggo a guardarla da lontano, magari come si guarda un testimone, come si guarda un giudice, con reverenza e timore. Più che a ogni altro sento di dovere a lei, a Siena, il mio rendiconto: a lei devo rendere conto della mia vita, che qui in un certo senso si è aperta e ora si avvia al tramonto.”

Il legame affettivo e culturale fra il poeta e la città si è del resto espresso nel tempo in molte occasioni: nel 1992 il conferimento della cittadinanza onoraria, nel ’94 la pubblicazione del Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini, nel ’96 l’onorificenza del Mangia d’Oro. Nel 2005, grazie alla richiesta di diversi sindaci della Toscana al Presidente della Repubblica Ciampi, dopo Eugenio Montale e Carlo Bo, Mario Luzi è stato nominato Senatore a vita per alti meriti artistici e letterari.

In occasione di questa carriera dell’Assunta, Siena offre allora al poeta, amato come un proprio figlio, l’espressione più fervida e luminosa della propria perennità: il Palio.

Quella <<Sublimazione e dannazione insieme del fato in ogni singolo senese e nella sua cittadinanza>>, nelle parole di Luzi, viene tradotta nella pittura di Ivan Dimitrov in una sintesi contemplativa, sotto lo sguardo di una Madonna ispirata alla Maestà di Simone Martini, fonte simbolica dell’opera luziana, a cui infonde un furente spirito vitale il guizzo del meraviglioso cavallo, quasi scolpito in una dimensione al tempo stesso tridimensionale e metafisica.

Dimitrov, artista che con grande sensibilità e attenta ricerca si è dedicato all’opera, è insieme pittore, scultore, incisore, ma è soprattutto uno spirito inquieto, attento alla fantasia popolare e capace di plasmare, con l’intelligenza eclettica del proprio sentire artistico, vere e proprie “officine delle emozioni”.

 

E’ nato in Bulgaria, e ciò rende la sua partecipazione ancora più significativa, nel momento in cui Siena è impegnata nel grande progetto di candidatura a Capitale europea della Cultura. Nel 2019, saranno infatti una città bulgara e una città italiana ad avere il titolo di Capitale Europea della Cultura.

Con le città di Plovdiv, Sofia, Varna e Veliko Turnovo, finaliste in Bulgaria, abbiamo intrapreso importanti progetti di reale confronto e collaborazione, e per sottolineare l’importanza della dimensione europea nella competizione, Siena 2019 ha deciso addirittura di creare una pagina web in bulgaro all’interno del proprio sito web, in cui viene riassunto il progetto di candidatura.

La sfida di Siena, a partire proprio dalle proposte delle città candidate in Bulgaria, è nutrita dall’impegno costante nella ricerca di uno scambio di idee, competenze e talenti nella definizione dei rispettivi programmi artistici, e comprensione reciproca delle culture.

Del resto, come è stato sottolineato dal Direttore di Candidatura, Pierluigi Sacco, “le candidature vincenti si fondano su un modello di partecipazione e di produzione culturale che nasce dal basso. Le Contrade sono, da sempre, degli straordinari mondi di produzione culturale di tutti i tipi: editoria, teatro e spettacolo dal vivo, musica, arti, oltre alle straordinarie tradizioni gestuali e artigianali che stanno dietro ogni aspetto della vita e della ritualità contradaiola, dalla confezione e dal restauro delle monture ai gesti degli alfieri e dei tamburini, solo per fare qualche esempio”.

 

È questo quindi il senso della committenza artistica dell’opera d’arte più preziosa per Siena, sognata da tutti i contradaioli, ambita e contesa in quel “rogo furente della senesità”, portata in trionfo nel giubilo della Contrada vittoriosa, amata, coccolata come un nuovo nato, e infine custodita con cura e con amore infinito nel museo di Contrada.

 

Una dichiarazione d’amore dunque, il Palio, che qui ne contiene un’altra, sublime; alcuni versi di “Mi guarda Siena”, che si staccano dal libro che li contiene, e che qui vogliamo ricordare integralmente, in un percorso trascendentale verso l’estasi lirica.

“ Mi guarda Siena, / mi guarda sempre / dalla sua lontana altura / o da quella del ricordo – / come naufrago ? – / come transfuga ? / mi lancia incontro / la corsa / delle sue colline, / mi sferza in petto quel vento, / lo incrocia con il tempo- / il mio dirottamente / che le si avventa ai fianchi / dal profondo dell’ infanzia / e quello dei miei morti / e l’altro d’ogni appena / memorabile esistenza…/ Siamo ancora / io e lei, lei e io / soli, deserti. / Per un più estremo amore ? Certo. ”

Bruno Valentini

Sindaco di Siena

 

COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI SIENA

NEL DRAPPELLONE DI IVAN DIMITROV LA POETICA LUZIANA SUL MITO DI SIENA E DELLA SUA FESTA

Sapiente restituzione pittorica ispirata ai versi del “Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini” e di “Siena – Primavera”, nel centenario della nascita del grande poeta toscano

 

Il Drappellone per il Palio del 16 agosto, dedicato a Mario Luzi nel centenario della sua nascita, pare dipinto dalla sua stessa poesia, come massima espressione del tributo che Ivan Dimitrov ha voluto riconoscere a lui e al forte sentimento che lo ha legato indissolubilmente a Siena. L’artista bulgaro, italiano di adozione, ha affrontato e vinto una sfida: quella di tradurre con il pennello il respiro lirico, simbolico e affettivo dell’opera poetica Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini e di Siena – Primavera in un dipinto che raffigura un tempo fermo e ideale, capace di rievocare sapientemente le atmosfere e le emozioni luziane sul mito della città e della sua Festa e sul suo rapporto di partecipazione con il paesaggio circostante.

Siena viene così rappresentata nel legame intrinseco con il territorio, in una soluzione di continuità progressiva che trova felice espressione nei versi di Mi guarda Siena, riportati sul retro del dipinto come sfuggiti da un libro. E, in particolare, nella strofa della città che “lancia incontro la corsa delle sue colline”.

Dimitrov ricorre a un’ampia prospettiva a volo d’uccello, di dichiarata ispirazione leonardiana, come espediente tecnico per armonizzare la “lontana altura” della città a quella delle circostanti colline, icone identitarie del paesaggio toscano, le quali, in questa loro conformazione morbida e confortante, rimandano inevitabilmente agli scenari delle Crete e della Valdorcia, tanto cari a Luzi.

In un’idilliaca aurora giallo mattutino che esalta, tra le nebbie, le sfumature e i colori più tipici delle Terre di Siena, sui tetti rosso mattone svettano la Torre del Mangia e il Campanile del Duomo, colti in un equilibrio ideale di altezza e significati, come due guardiani di una città sublime e rarefatta nella sua compostezza e nella totale assenza di dinamicità. E’ ancora il momento dell’attesa preparatoria nella giornata della Festa, in una mattina che assume, così, un valore iniziatico e propedeutico come quello della Primavera, evocata dai versi del poeta, rispetto alla stagionalità ciclica delle Carriere.

Forte e d’impatto, in primo piano, esce dall’oscurità il protagonista assoluto del Palio. Rosso acceso, pronto a incendiare di passione tutta la città. Un cavallo surreale, colto nel furore del suo spirito, spezza la diffusa armonia atemporale richiamando l’impellenza del rituale paliesco: <<Il Palio è il Palio – disse Mario Luzi nel 1998 – nessuna interpretazione sociologica, storica o antropologica potrebbe spiegarlo [...] Rogo furente della senesità, in ogni caso impareggiabile conferma di essa>>.

Dal menage di sensi e allegorie evocati dall’incontro dell’opera luziana con la pittura di Simone Martini, in una felice e non scontata posizione dominante, ecco sospesa la Madonna ispirata alla “Maestà”. Solenne e delicata nella carezza e nell’abbraccio che la uniscono al Bambino benedicente. Entrambi dipinti con colori primari abbondanti, in una scelta cromatica che trova origine nel percorso artistico di Ivan Dimitrov e nei legami del suo paese natale con il passato bizantino. Le due figure, contornate dagli stemmi delle Contrade, disposti in circolo, a mo’ di ghirlanda, trasmettono il significato ancestrale del Palio: festa dell’uomo e per il suo spirito.

Ma il gioco di significati, più o meno nascosti, non finisce. Va oltre il drappo di seta, perché nella natura della commissione a Dimitrov c’è un altro segno, o auspicio: le relazioni di Siena con il mondo, come quelle attivate con la Bulgaria, paese che, insieme all’Italia, esprimerà a breve una capitale europea della Cultura per il 2019.