Palio 16 agosto 2018 – Presentazione del Drappellone

Il Drappellone
presentazione del Sindaco di Siena Luigi De Mossi

Foto Lensini DSC_0842

Autorità, onorandi priori e capitani, contradaioli, cittadini

con lo squillo delle chiarine e la presentazione del Drappellone dell’artista belga Charles Szymkowicz ci avviamo a vivere il Palio dell’Assunta, gli ultimi giorni estivi per noi senesi. Tra poche ore la nostra Festa entrerà in quel crescendo di emozioni che ci accompagneranno al 16 sera, quando le speranze e l’attesa dei nostri popoli saranno interamente rivolte verso Piazza del Campo.

L’opera che presentiamo questa sera – dedicata a Santa Maria Assunta in Cielo – è stata realizzata da un artista particolarissimo, uno dei maggiori pittori neoespressionisti attivi in Europa. Come molti ricorderanno i suoi lavori sono stati in mostra ai magazzini del Sale ed oggi la città riceve la sua ultima opera, il cencio per il nostro Palio.

Quando un grande artista si deve confrontare con la nostra Festa, il primo valore è quello dell’unicità, unicità della nostra città, delle nostre Contrade, unicità del Palio. In questo non c’è e non può esistere mediazione. In questo dipinto in effetti vi è stata alcuna mediazione.

Tutto è denso, forte, diretto. Lo sono le emozioni del Palio, lo è questo dipinto di grande impatto.

Dalla mano di Szymkowicz, è emersa un’esplosione di colori; una dimensione che tocca la memoria, che ha echi lontani, che cita maestri italiani recenti e passati: da Guttuso a Francesco Del Casino.

L’artista ha lavorato  tra il confine del familiare, del sé, e quello del collettivo. I colori utilizzati creano un effetto di movimento, prendono forma, si “spingono” verso il popolo vittorioso, quasi a volerlo toccare. Un effetto come se l’intera opera fosse quasi tridimensionale, un’apertura del e sul proprio intimo che l’artista ha così voluto portare a Siena: una felice contaminazione di culture diverse, di forme e di segni particolari.

La figura della Vergine è dominante e suggestiva al contempo: una Madonna molto giovane e bella che tiene tra le braccia, quasi a cullarlo un cavallino bianco, quasi una Natività pagana.

Nel contempo, Szymkowicz ha cercato di cogliere l’essenza del dinamismo allontanandosi da una staticità innaturale in fin dei conti non veritiera: un cavallo bianco in movimento che vuole raggiungere un altro cavallo, nero, nella conchiglia di Piazza. Il bianco e il nero che si uniscono come nella Balzana: una comunione di popolo e di municipalità.

I richiami alla nostra terra continuano. Szymkowicz ha scelto un prato di girasoli come aureola della Vergine e ancora i cipressi, le nostre campagne, il cielo blu e intenso, le stelle. Tutti elementi che riconducono all’unicità del territorio senese. A sinistra del Drappellone è raffigurato, inoltre, un dettaglio della Cupola del Duomo mentre, a destra, si erge maestosa la Torre del Mangia dove, all’interno dell’orologio, il pittore ha voluto lasciare un suo personale autoritratto a dimostrazione di quanto sia immedesimato nella nostra città e nelle sue tradizioni: l’autore si colloca in tal modo nel ruolo di spettatore, che lo spoglia di significati altri poiché adesso l’artista sa che la sua opera si trasformerà in qualcosa di diverso, poiché è da quel punto che egli guarda la nostra Festa. Non più, anzi non solo, tela e lavoro dal significato artistico, ma oggetto simbolo di appartenenza, oggetto di proprietà di una città intera: gloria, senso e giubilo di una comunità che vince e perde insieme.

Questa sera presentiamo, inoltre, il premio speciale intitolato alla memoria di Giancarlo Galardi offerto dalla Contrada della Selva, che andrà alla coppia di alfieri che maggiormente si distinguerà in occasione del prossimo corteo storico.

Un’iniziativa importante per ricordare uno degli alfieri più eleganti che Siena abbia mai avuto. Un uomo d’altri tempi, un senese vero, un contradaiolo che ha trasmesso con passione alle nuove generazioni le tradizioni secolari della città.

Presidente del Comitato Amici del Palio per 14 anni, Giancarlo Galardi ha lasciato un grande vuoto in tutto il mondo contradaiolo che ha arricchito con un grande spirito di amicizia, sentimento che ha sempre superato quello di appartenenza a Contrade diverse.

Ringrazio la Contrada della Selva per questa lodevole iniziativa.

Luigi De Mossi Sindaco di Siena

 

PRESENTAZIONE DEL PALIO

di Enrico Crispolti

 

Charles Szymkowicz, operante a Charleroi, in Belgio (dove è nato nel 1948), e della cui possente pittura “neoespressionista” si è appena conclusa a Siena un’importante mostra antologica, articolata in più sedi, frequenta la Toscana, dagli ultimi decenni del secolo scorso. In particolare attraverso un intenso dialogo con il poeta Leo Ferré, suo profondo estimatore, insediatosi dall’inizio degli anni Settanta in terra di Castellina in Chianti, ha sviluppato un intenso rapporto con la Toscana. E in certo modo la scelta del bozzetto di Drappellone proposta da Szymkowicz premia anche questa sua appassionata frequentazione, che fra l’altro si concretata nel 2006 in una grande mostra nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano, tutta improntata a una  dimensione emotiva di spessore memoriale. E la cui meticolosa lunga preparazione ha offerto occasione di molteplici seminari nell’ambito dell’attività didattica della Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università senese, fra la Certosa di Pontignano e l’ex-convento dei Servi.

Dunque un drappellone di forte impatto emotivo, che ripropone sinteticamente i modi del linguaggio pittorico emotivamente coinvolgente, assai originale, ormai tipico della pittura di Szymkowicz. Vale a dire di quello che è stato definito un “espressionismo vitalistico”, un “espressionismo etico”, che si manifesta in modi anche di un forte edonismo plastico e cromatico. Nel suo originalissimo e forte drappellone per il Palio di questo 16 agosto  Charles ha scelto un’impostazione frontalmente molto forte e sintetica, d’intensità emotiva affidata anzitutto alla potenza evocativa plastica del colore, risolvendo efficacemente l’allusione alle necessarie presenze iconiche tradizionali, riproposte in efficacissima sintesi: fra iconico forte volto della Vergine, cavallo bianco, emblemi storici necessari; il tutto su un remoto ma partecipe