Palio 2 luglio 2015 – Premio miglior Tamburino

Il comunicato stampa del Comune di Siena:

26 giugno 2015

IL “PREMIO AL MIGLIOR TAMBURINO” E’ STATO REALIZZATO

DA CECILIA RIGACCI E OFFERTO DALLA CONTRADA DELLA CHIOCCIOLA

Solo a Siena il rullo del tamburo riesce a scatenare un mix di emozioni, perché quel suono forte e profondo è in grado di racchiudere  passione e amore per una tradizione viscerale: il Palio. La stessa passione e amore che l’artista Cecilia Rigacci è riuscita a trasformare in un’opera d’arte: il Premio speciale al miglior tamburino di Piazza, offerto dalla Contrada della Chiocciola per questa Carriera di luglio.

Cecilia Rigacci ha concretizzato una percezione. Ha trasformato un sentimento in un oggetto, così che tutti lo possano vedere e toccare. Condividere.

Ma la cosa ancora più straordinaria è stata quella di coinvolgere tutte le 17 Contrade, affinché ognuna di loro diventasse materia pura per la sua creazione.

Il premio, infatti, ripropone, grazie all’aiuto di Renato Rigacci, cugino dell’artista,  la parte superiore di un tamburo. Il cerchio in legno e il falsetto sono oggetti di famiglia: lo zio, Paolo Rigacci, è stato, a Siena,  il primo, e tra i più importanti artigiani di tamburi, li realizzava con lo studio e la tecnica dei maestri liutai dai quali aveva appreso i segreti. Le mazze, invece, collocate sul retro, quasi a raggiera, sono state donate dai tamburini che, dal 1999 ad oggi, hanno preso parte alla Passeggiata Storica. Un regalo assolutamente non scontato per un tamburino, soprattutto se quella mazza ha fatto conquistare il Masgalano alla sua Contrada.

Impreziosite dall’artista con una fascetta in rame argentato, e ricoperte di smalto con i colori di ciascuna Contrada, testimoniano il concetto identitario della città che trova forza proprio dalla sua suddivisione in diciassette parti. La mazza della Chiocciola, appartenuta a Silvano Bellaccini, detto Bano, al quale è dedicato il Premio, è stata donata gentilmente dalla sua famiglia, e posta sul davanti, arricchita da un anello in oro che andrà al tamburino vincitore del premio.

Le corde che legano la pelle al legno si intrecciano con un filo in  argento e sull’esterno del cerchio la scritta: “La Contrada della Chiocciola in memoria di Silvano Bellaccini” (storico tamburino di Piazza scomparso lo scorso anno, ndr). Sul bordo della pelle i nomi dei 17 tamburini che entreranno in Piazza il 2 luglio (Guido Squillace, Francesco Cini, Eugenio Rigacci, Matteo Ricci, Giovanni de Luca, Giovanni Pallassini, Davide Tanganelli, Fausto Ciacci, Giulio Beneforti, Bernardino Falorni, Eugenio Bruni, Giovanni Toscano, Leonardo Ceccherini, Valentino Braccino, Cesare Guideri, Stefano Bendinelli, Davide Riccucci). Cecilia Rigacci li ha rappresentati in un unico corpo.   Sono tutti contenuti nella pittura al centro dell’opera, dove ha voluto ricordare “Bano” in una sua famosa postura, che assume in sé i sentimenti che accompagnano questi ragazzi durante il loro ingresso in Piazza.

E’ raccolto. Chinato su un ginocchio, in prossimità di una stella d’oro a otto punte: il richiamo alla Vergine in onore della quale si corre il Palio di Siena. Una posizione intimista come il suono del suo tamburo. E dentro a quel rullo ecco ricongiungersi tutto l’orgoglio della città per i tamburini di oggi, e il ricordo di quelli che ci hanno lasciato e che Siena non dimenticherà mai.

Premio Miglior Tamburino

Premio Miglior Tamburino 2015

Se Siena ha una voce è senza dubbio quella del tamburo. C’è Sunto che suona è vero, ma quella è una voce sopra ogni altra voce; è il battito di un cuore che dà il tempo alla festa. Il tamburo invece è una sorta di movimento musicale continuo: dalle dita che giocherellano a tempo sui tavolini di scuole, case e uffici, fino ai ragazzi che si allenano con le mazze tra le strade, nei rioni. E poi, indossato dai monturati, il tamburo diventa la vera e più forte voce che esprime l’orgoglio, la dignità, la forza di un popolo.

Dei tanti maestri che Siena vanta nell’arte del tamburo Silvano Bellaccini, per tutti “Bano”, è senza dubbio uno dei più indimenticati e indimenticabili della città. E’ per questo che la sua Chiocciola ha voluto offrire un premio alla memoria che sarà destinato al miglior tamburino che si distinguerà nel prossimo palio del 2 luglio 2015. Un gesto dovuto dal parte del Seggio e della Deputazione della Contrada della Chiocciola nei confronti di un uomo che, sia nel nostro rione, che in tutta Siena era considerato un “tutt’uno”con il suo tamburo. Il suo tamburo. La voce più dolce e preziosa con cui si faceva sentire forte e capire bene anche quando la malattia lo aveva costretto a non poter più usare la voce naturale. Ed è per ricordarlo alle generazioni di tamburini che con lui si sono allenati, hanno suonato e hanno studiato che nasce questo il trofeo.

L’opera realizzata dall’artista chiocciolina Cecilia Rigacci, nasce da un’idea elegante, semplice e geniale. Nel lavoro di Cecilia infatti, c’è la volontà di omaggiare Silvano Bellaccini ma, al contempo, la possibilità di fare in modo che la città tutta renda ancora una volta al nostro Bano l’omaggio che merita. Cecilia Rigacci realizza un tamburo bipartito di bianco e nero con in alto la scritta in oro “Miglior tamburino di Piazza – Luglio 2015”. Al centro ritrae Bano riprendendo un’immagine notissima perché tratta da una fotografia dove Silvano si prepara inchinandosi per permettere agli alfieri di eseguire il “salto del fiocco”. Ma c’è un dettaglio ancor più delicato. La testa di Silvano si china davanti a una stella d’oro ad 8 punte che intervalla la scritta in alto, chiaro richiamo alla simbologia mariana, ovvero alla Vergine a cui è dedicato il Drappellone. Un gesto di riverenza alla Sena Civitas Virginis ma anche una sorta di richiamo puramente temporale: proprio mentre si esegue quella figura siamo infatti nel pieno svolgimento della Passeggiata Storica, a pochi minuti dalla corsa, e quello è il momento in cui il tamburino è in piazza, mostra con orgoglio il duro lavoro che lo ha portato fin lì con umiltà e passione a rappresentare il suo popolo, sognando magari – poco dopo – di riprendere a suonare per cantarne la più bella vittoria. Intorno al tamburo, Cecilia Rigacci ha voluto riunire tutta Siena: ci sono infatti 17 mazze ciascuna donata dai tamburini che entreranno in piazza questo 2 luglio, e ciascuna è contrassegnata dai colori della propria Contrada. Generazioni che si passano di mano il testimone.

In nome di Bano, in nome di un rispetto e di un’appartenenza che nascono da lontano. E’ infatti con amore ed orgoglio che questi ragazzi hanno accolto l’invito di Cecilia, perché quando Siena chiama, Siena c’è. Senza tanti fronzoli e con molta umiltà. E così i tamburini di oggi – il cui nome è scritto nel bordo del falsetto che tiene la pelle – hanno sposato l’idea dell’artista e l’hanno aiutata a rendere onore ad un grande senese e un grande maestro di tamburo. Un modello per loro. Ciascuno ha cercato la mazza più significativa, qualcosa di personale, di simbolico. Qualcuno ha anche accompagnato il dono con delle parole. Un grazie ci è quindi dovuto per questo lavoro che nasce dall’arte di Cecilia Rigacci ma si materializza per volontà di tante altre persone. L’unica mazza non allineata è quella della Chiocciola che è cinta da due anelli: uno con i colori della nostra contrada, l’altro d’oro. Quest’ultimo è destinato al dito del giovane che si aggiudicherà il trofeo. Siena si riunisce e si stringe in un’opera che simbolicamente è un abbraccio e che fa di diciassette melodie un unico coro, privo di sbavature. Un coro che, siamo certi, arriverà fin lassù, alle orecchie di Silvano Bellaccini. E Bano, che non finiva mai di studiare questa sua arte e di migliorare e di aiutare i ragazzi ad amare questo strumento come fosse una parte di loro stessi, per una volta non troverà niente da dire: troverà questo coro perfetto e per lui avranno vinto tutti, avrà vinto il tamburo, avrà vinto la Siena più vera.

Mauro Sani Priore della Contrada della Chiocciola