Palio 2 luglio 2015 – Presentazione del Drappellone

Riportiamo il comunicato stampa del Comune di Siena:

26 giugno 2015

FRANCESCO MORI HA DIPINTO IL DRAPPELLONE PER IL PALIO

DEL 2 LUGLIO

“La tua Siena difendi”. Diciassette lettere come 17 sono le Contrade, e in ognuna di loro un quasi impercettibile, quanto elegante, cromatismo rimanda ai colori della loro araldica. E’  una supplica. Una prece, quella lasciata da Francesco Mori sull’aureola che incornicia il volto bellissimo della Vergine. E’ una Madonna dai lineamenti contemporanei. Lo sguardo, volto in basso, è sul  profilo di Siena e della sua campagna. Assorta, ma serena, dentro un pensiero universale,  che esalta ancor più la precisione realistica dei suoi tratti resi con grande naturalismo nel modellato.

Il drappellone realizzato da Francesco Mori per il Palio del 2 luglio, in onore della Madonna di Provenzano e dedicato alle Sacre Particole di Siena, restituisce significato al simbolismo in una magica astrazione mentale.

Strali di fuoco si infrangono sul manto della sacra immagine. Meteore e stelle cadenti incendiano il blu della notte squarciando le tenebre. Ma il male nulla può dinanzi al bene. Un effetto straordinariamente dirompente, in grado di esaltare e amplificare il potere protettivo della Vergine.

La carica nefasta è annullata e trasformata in uno sfondo ritmicamente colorato, in  contrasto con quel viso, per certi aspetti trascendente, così da proiettare, chi guarda l’opera nella sua interezza, in una dimensione diversa e parallela. Più serena, e rafforzata dallo spiritualismo esaltato dalle Sacre Particole, a ricordo del  miracolo eucaristico che vede tuttora inalterate le 351 ostie rubate il 14 agosto 1730 dalla Basilica di S. Francesco e ritrovate tre giorni dopo nella Chiesa di Provenzano.

Chiaro il richiamo alla forza della fede nella quale tante volte, nei secoli, Siena ha trovato rifugio e risposte.

La cifra stilistica di Mori traspare, anche, dalla sua eclettica abilità nell’usare registri diversi per creare lavori capaci di contenere richiami alla miniatura e all’incisione. Ne sono un esempio i 15 stemmi delle antiche Consorterie senesi riportati in basso come a simulare una balaustra trecentesca. Quasi graffiti, ma riconoscibili, così da ricordare le famiglie senesi che contribuirono a rendere grande la città di Siena.

Nell’opera risulta di forte incisività il cromatismo usato. Rosso, blu, giallo, celeste, arancione, amaranto danno maggiore incisività alla narrazione. L’abilità dell’artista sta proprio nella scelta delle tonalità e nei vari abbinamenti. Un’alternanza che richiama i componimenti musicali connotando di armonia l’intera opera. La stessa armonia di sensi che Francesco Mori sente nel cuore, come lui stesso ha affermato, quando chiude gli occhi pensando alla sua città natale: <una città gentile>>, capace di sentimenti nobili, di tradizioni in grado di sfidare il tempo, e di una storia in continuo divenire.

di Roberta Ferri

Il Drappellone

Drappellone 2 Luglio 2015

Di seguito la presentazione fatta dal Sindaco del Comune di Siena Dott. Bruno Valentini:

Drappellone 2 luglio 2015

Onorandi priori, capitani, autorità, contradaioli carissimi,

non cambia mai, è sempre la stessa emozione.

Non esiste né consuetudine né abitudine per questo momento: le gambe tremano sempre e la voce stenta ad uscire. Per me è un privilegio incomparabile presentarvi il Palio; questo è un momento solenne che dà avvio alla nostra Festa e che rappresenta uno dei compiti più affascinanti di chi ha l’onore di fare il Sindaco di questa meravigliosa città. Sono giorni carichi di emozioni. La città diventa una poesia: i colori, i profumi, il tufo in Piazza e la trepidazione nell’aria. E’ difficile spiegare il Palio fuori da Siena. E’ difficile perché sarebbe come spiegare una poesia e l’emozione che questa ti regala: una poesia si legge, si vive. Con una poesia si piange o si gioisce. Una poesia ti regala momenti di profonda gioia o di profonda malinconia. Ti fa saltare per l’allegria o ti blocca a terra per l’inquietudine.

Ma spiegare perché fa tutte queste cose è impossibile, esattamente come per il Palio. Questa festa è parte della nostra storia, della nostra identità, questa festa è parte di ognuno di noi. Sono le parole dei nostri giovani, dei nostri ragazzi, a raccontare – forse meglio di chiunque altro – che cosa è il Palio e che cosa è Siena. Qualche giorno fa rileggevo una pubblicazione dal titolo “Per Amore di Contrada” e mi hanno colpito le parole di una giovane contradaiola, Diletta, che vi leggo velocemente:

Il Palio è amore per la Contrada, la stessa Contrada è amore per il Palio, è un miscuglio ben amalgamato di vittorie, sconfitte, speranza, amicizie, compagnia, odio, inimicizia, stupore, lacrime, sudore, felicità. Un insieme di emozioni indescrivibili che solo un senese, un contradaiolo, riesce a vivere non solo nei giorni di Palio ma 365 giorni l’anno. Quindi non solo nei giorni in cui la festa è viva […] Ma anche in inverno, quando Siena si calma e si placa, cadendo quasi in un letargo fino all’anno successivo”.

Forse le parole di Diletta sono il modo più semplice per spiegare Siena e la sua Festa, per spiegare le nostre tradizioni e il nostro modo di vivere. Siena è questa: vittorie, sconfitte, amore, rivalità, felicità, tristezza e gioia. Siena è fatta solo di emozioni forti: niente vie di mezzo, niente grigiori. Siena è bianco o nero, come la Balzana. Oggi affrontiamo una pagina importante della nostra storia. Una storia, quella di Siena, che proprio attraverso la Festa si incrocia continuamente con la religiosità: sacro e profano sono da sempre  inscindibili nel Palio e, più in generale, lo sono nella storia di Siena.

Quest’anno abbiamo deciso di dedicare la parte allegorica del Palio di Provenzano alle Sacre Particole: uno straordinario evento miracoloso. E proprio questo evento rivive grazie alle pennellate di Francesco Mori, il pittore prescelto tra i tanti senesi che si erano proposti per questo compito straordinario. Mori è legato alla nostra città non solo per le sue origini, ma  per un’affinità elettiva che lo ha portato fin dai suoi primi passi ad approcciarsi ai grandi Maestri della pittura senese del Due e Trecento. Una passione, quella di Mori, che gli ha fatto intraprendere – oltre allo studio storico artistico – una profonda ricerca sui materiali e sugli stili della pittura medievale. Il suo drappellone rivela il forte legame con questa grande tradizione pittorica senese già nella formula dedicatoria: in quel richiamo alla protezione Mariana sulla città e sul pittore, che è anche una citazione di Duccio e della Maestà dipinta per il Duomo di Siena. La dedicazione al miracolo delle Sacre Particole, invece, trova compimento nell’immagine centrale che rappresenta la pisside contenente le miracolose ostie, emblematicamente attorniato dai barberi delle dieci Contrade partecipanti alla Carriera. L’osservazione dell’opera inizia dai colori caldi e infuocati della dimensione terrestre fino all’azzurro intenso della dimensione celeste, culminante nella visione della Vergine che apre il proprio manto per proteggere Siena. Di eccezionale importanza artistica e simbolica è anche il Masgalano, realizzato da Vittoria Marziari e offerto dalla Lega Tumori di Siena.

Un mammografo e una donna riprodotti in un bellissimo bassorilievo in argento. Un’opera carica di significati, visto il prezioso lavoro svolto dai tanti medici e operatori sanitari che, quotidianamente, mettono a disposizione della nostra Città le loro competenze e il loro impegno per combattere una tra le patologie più drammatiche del nostro tempo. Proprio nei mesi scorsi la Lega Tumori ha portato avanti, in collaborazione con le diciassette Consorelle, un’importante campagna di prevenzione tra le donne di Contrada attraverso un centro diagnostico mobile. Permettetemi, anche per questo, di fare un ringraziamento speciale proprio alla Lega Tumori Senese e al suo solido Presidente Franco Nobile, il lavoro che fanno è prezioso per tutta la comunità.

Infine, arriviamo al premio per il miglior Tamburino di Piazza che, per questa Carriera di luglio, è offerto dalla Contrada della Chiocciola ed è stato realizzato da Cecilia Rigacci, che ha fatto uno straordinario lavoro mettendo insieme abilità tecnica ed eleganza. Queste straordinarie opere d’arte e gli artisti che le hanno prodotte sono una parte importantissima del Palio. Ma ci sono anche altre persone che voglio ringraziare a conclusione di questo discorso, artisti anche loro. Tutti quelli che permettono la realizzazione della nostra Festa: i tanti operai, i tanti Vigili urbani, i tanti dipendenti comunali, i tanti senesi, i tanti contradaioli che lavorano notte e giorno e grazie ai quali questo favoloso capolavoro che è il Palio può realizzarsi.

Un profondo ringraziamento, quindi, va anche a tutti loro.

Grazie a tutti!

Bruno Valentini Sindaco di Siena Siena, Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico, 26 giugno 2015

PRESENTAZIONE DEL DRAPPELLONE DEL 2 LUGLIO 2015 DIPINTO DA FRANCESCO MORI

di MARCO CIAMPOLINI

Nel tempo della comunicazione diretta, senza mediazione, sembra che la pittura abbia perso il valore originario di alta e profonda divulgazione. È convinzione di molti che l’arte, ormai avulsa dal quotidiano, viva solo in campi ristretti, grazie all’azione di galleristi o critici in grado di sostenerla al pari di un qualsiasi prodotto commerciale. In questa situazione gli artisti sono piegati a un’estenuata ricerca del nuovo, per raggiungere un linguaggio originale ‘modernissimo’, magari provocatorio, in grado di imporsi sul mercato.

Francesco Mori, maestro del colore e del disegno, ossia dei mezzi tradizionali del pittore, ci svela la falsità di queste convinzioni. Egli dimostra che anche oggi è possibile fare pittura senza l’assillo dell’originalità a tutti i costi. L’artista intende la pittura non come eccesso, ma come mestiere, non come mero prodotto da consumo, ma come lavoro di qualità estetica. Francesco Mori, che ha il dono di saper dipingere benissimo e di saper disegnare ancora meglio, e che ha una vasta cultura nel campo delle arti, essendo anche un ottimo storico, ci offre un’opera immediatamente intellegibile e ricca di significati.

Osserviamo un drappellone solo in minima parte figurativo, non c’è il popolo festante, non ci sono i cavalli. In basso si delinea il profilo della città nel rosseggiare del giorno; in alto, la Vergine apre il suo mantello che quasi si confonde con l’oltremarino del cielo. Il resto del racconto è affidato ai simboli. Questi ultimi, pur nella loro semplicità, sono ricchi di contenuti, sono vessilli nei quali riconoscersi, rappresentano la sintesi di un concetto, costituiscono emblemi identitari di appartenenza religiosa, civile, politica.

Le allusioni che nascono dalla combinazione dei simboli sono l’essenza del messaggio di questo drappellone. La Vergine, alta su Siena, apre il mantello, come una Madonna della Misericordia che accoglie e protegge la città, compito a cui allude la scritta sull’aureola, estrapolata da un celebre inno religioso senese: “la tua Siena difendi”. Le lettere che compongono il verso sono “17″: chiara allusione alle contrade e richiamo alla simbologia sacra dei numeri. L’aureola, a sua volta, non è un semplice disco ma è formata dalla luna, un simbolo della Vergine che risale all’Apocalisse, nella quale la Madonna viene descritta come donna vestita di sole con la luna ai piedi.

Il mantello bordato d’oro su cui è ricamata una stella ricorda quelli delle madonne duccesche, così come il volto della Vergine, qui idealizzato sulla base di uno studio dal vero. La Madonna protegge Siena minacciata da un’aggressione pirotecnica di fuochi celesti che, senza il suo materno e amorevole scudo, si abbatterebbero inesorabili sulla città distruggendola. Questi lapilli infuocati solcano un cielo profondo, notturno, dove la luce naturale è assente e la sensazione è di gelo. Insomma una notte buia, allegoria di tanti mali di questo tempo presenti e roventi anche in Siena, che la Madonna cerca di arginare con l’ampio mantello. Così la notte, con le sue insidie, che partono da lontano, non prevarrà e la città sarà riscaldata da un sole raggiante. Non è una stella qualunque, ma il simbolo di Gesù, lo stesso presentato da San Bernardino durante le sue prediche, immagine di speranza nella fede come ricorda anche il trigramma che porta inciso: “Iesus Hominum Salvator”.

In alto, il raggio sulla verticale del sole giunge al cuore della Madonna, in basso arriva a toccare la torre del Mangia, punta emergente della città. Ciò rafforza il legame della Vergine con Siena attraverso la mediazione di Cristo che scalda la città e sua volta la protegge. Ma un altro simbolo splende al centro del sole: si tratta della pisside con le sacre particole. La luce della speranza splende su Siena e i simboli delle contrade divengono parte del sole eucaristico con i colori della città.

Sotto al cielo, che scala tutti i colori dell’iride, si distende Siena turrita. Il panorama è quello che si vede dall’Osservanza, con San Francesco, dove furono rubate le particole, e Provenzano dove furono ritrovate intatte.

Il profilo della città è come introdotto da un antico parapetto in marmo scheggiato, corroso, lavato dal tempo, che mostra, come in una scultura civica trecentesca, i tre stemmi della città, dei terzi e del popolo, sui bordi dei quali sono incisi, anzi graffiti, le armi delle sue nobili casate.

Insomma, questo drappellone è un manifesto della Siena gentile, filtrata attraverso i vessilli, i simboli, le sculture, i fondi oro, immagini della sua tradizione affascinante e sempre viva.

A una lettura attenta emergono altri messaggi vibranti e intensi che hanno un significato profondo e attuale: Siena oggi ha bisogno di un futuro.