Palio straordinario 20 ottobre 2018 – Presentazione del Masgalano

PALIO STRAORDINARIO 20 OTTOBRE 2018
IL MASGALANO DI SARA CAFARELLI
di Margherita Anselmi Zondadari

Signor Sindaco, Autorità, Onorandi Priori, Capitani, Contradaioli tutti,
con immenso piacere sono qua, stasera, a presentare a voi il Masgalano realizzato da Sara Cafarelli e offerto dal Coordinamento degli Addetti al gruppo Piccoli e Giovani delle 17 Contrade.
In primis, come senese e come contradaiola, voglio ringraziare Sara Cafarelli che si è messa a disposizione della città e delle Contrade nell’ardua impresa di creare una scultura con così poco preavviso e poco tempo. Solo la sua particolare sensibilità, il suo estro e le sue capacità artistiche, unite, se mi consentite il termine, ad un po’ di sana follia, le hanno permesso di concludere magistralmente il compito affidatole.
Voglio poi ringraziarla personalmente per avermi dato l’onore, per la seconda volta, di presentare una sua opera. Nella precedente occasione mi sentii molto lusingata per essere stata scelta per illustrare una mostra di quest’artista internazionale che ha esposto nelle più importanti sedi dell’arte contemporanea. Oggi, essere qui nuovamente con lei, di fronte alla nostra città e in questa occasione “straordinaria” mi rende ancora più felice e orgogliosa di essere sua amica e di poter spiegare la sua arte.

Una particolare sottolineatura la voglio riservare agli Addetti ai Piccoli e Giovani di tutte e diciassette le Contrade, per aver voluto offrire questo Masgalano dedicato ai piccoli e giovani contradaioli, ai bambini, a coloro che, con la loro gioia e purezza, partecipano alla vita di Contrada, entusiasmandosi per questa bellissima festa. Voglio ringraziarli, a nome mio e credo di poter dire, di tutta la città, per il loro impegno e la loro dedizione nel compito di tramandare alle nuove generazioni i valori della Contrada e così, a continuare a portare avanti le nostre gloriose tradizioni e formare i contradaioli e i dirigenti di domani.
Nonostante la sua giovane età, Sara Cafarelli, in arte SACAF, può vantarsi di esperienze importanti, che hanno contribuito, in maniera energica, alla sua formazione di artista.
Senesissima, contradaiola della Giraffa, di cui è stata per vari anni anche addetta ai piccoli, dopo il diploma conseguito presso l’Istituto d’Arte Duccio di Boninsegna di Siena, ha partecipato a varie mostre collettive, ma anche a personali in Italia e all’estero.
Senza nulla voler togliere alle varie esposizioni internazionali a cui ha partecipato, tra le quali a Monaco di Baviera, ad Aalst in Belgio, a Cracovia, credo sia doveroso sottolineare che nel 2013 una sua opera è stata esposta per una settimana al MOMA di New York, il Museo di Arte Contemporanea per eccellenza, vetrina di illustri personaggi del mondo dell’arte.
E’ stata per lei un’esperienza che l’ha incoraggiata e spinta a proseguire in questo percorso professionale, alla ricerca di nuovi stimoli e nuovi successi.
Sara usa forza e maestria. Le sue opere, sia pittoriche che scultoree, sono emozioni senza tempo, sono il risultato di un percorso personale che l’artista ha elaborato dentro di sé. Sara riesce a tirare fuori i suoi sentimenti con emotività e schiettezza, facendosi apprezzare in tutto il mondo.
Il Masgalano che ho qua davanti stasera è un oggetto unico e particolare, un’opera d’arte che si addice perfettamente ad una carriera stra-ordinaria come questa, alla quale mi sono avvicinata, come farete voi, con l’emozione e la curiosità che stiamo vivendo per il Palio di Ottobre.

L’opera è un raffinato insieme di materiali in cui elementi curvi di acciaio e rame rendono la scultura sobria ed elegante. Ad un’apparente freddezza e rigidità dell’acciaio, fa contrasto il disegno delicato con il quale l’artista dà vita alle sue idee, mentre prende corpo la magica essenza delle forme.
Semplicità e immediatezza che creano un perfetto ed equilibrato contrasto con l’astrattismo dell’opera. E’ la lucentezza dei materiali che riflette ciò che la circonda, facendo sue quelle sfumature e quelle immagini che la scultura assorbe.
E’ il segno di una coraggiosa volontà di innovazione da parte dell’artista. La scelta di questo materiale è una dichiarazione di prospettiva verso il futuro. Sara sceglie l’acciaio, simbolo di forza e di durabilità.
Il concetto dei piccoli contradaioli si regge su un perfetto equilibrio di forme, di segno e materia, di riflessi e immagini, di luce ed ombra, di presente e futuro che creano una sorta di narrazione all’interno di questa scultura, nel sovrapporsi delle forme plastiche che la compongono. La circolarità di questo oggetto rappresenta il continuo rinnovarsi della Contrada, il continuo fluire delle emozioni, il continuo passaggio di energie positive.
La parte esterna della composizione è in rame; simboleggia l’abbraccio della Contrada ai suoi contradaioli, la sua protezione, la sua presenza che è come un velo leggero che ti avvolge con la sua delicatezza, senza mai opprimerti. La Contrada è sempre presente nella nostra vita.
Gli archi in acciaio sottostanti si contrappongono e giocano reciprocamente tra curve, movimento e infiniti riflessi. Un’invenzione della costruzione plastica che si articola in calibrate forme e nitide partiture spaziali. Rappresentano gli Addetti ai Piccoli e ai Giovani delle nostre Contrade.

E nella parte centrale, nel cuore della composizione, un rincorrersi di elementi, sempre in acciaio, come un girotondo di luce. Sono i bambini, il futuro delle Contrade. L’idea dei bambini nasce, esplode e si irradia dal centro dell’opera con uno specchio in cui si riflettono i bambini di ieri, di oggi e di domani. La pelle del tamburo che fa da contraltare allo specchio, vuole poi ricordare il tamburo di cui tanto ci emoziona il magico suono e che tutti i bambini aspirano a suonare.
Sara Cafarelli traduce così, in forme plastiche, gli insegnamenti degli addetti ai piccoli, che infondono in loro la vera essenza di contradaioli, il rispetto, il senso di appartenenza.
Questo Masgalano è una vera trasposizione volumetrica delle idee di Sara, dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti. Sono segni sospesi nello spazio, idee astratte che nell’insieme generano un concetto reale, fatto di molteplici riflessi e differenti lucentezze, di spessore e di materia.
La realizzazione di quest’opera, che ha visto la luce in così breve tempo, è stata possibile anche grazie alla Metal Style dei fratelli Pullano e a Francesco Bini, che si sono adoperati per una rapida esecuzione di alcune lavorazioni e che Sara mi ha chiesto di ringraziare.
Un suo ulteriore particolare ringraziamento va anche agli Addetti ai Piccoli e Giovani delle 17 Contrade che le hanno dato questo incarico e alla sua famiglia e ai suoi amici che, come dice lei “sono la mia luce ogni giorno”.
Grazie!

Siena, 14 ottobre 2018