Presentazione del Masgalano 2016

Masgalano 2016

 

L’opera in argento celebra, anche se un anno prima, il 60’ Anniversario del Palio del 16 agosto 1957 corso da ‘’Diavola-Rompicollo’’, Rosanna Bonelli.

 

Questo Masgalano per i Palii 2016 offerto da Rosanna Bonelli, appunto, è stato realizzato dalla figlia Chiara Flamini Bonelli, pittrice e scultrice.

Un cerchio della vita, di madre in figlia, che spicca subito agli occhi, e che si amplifica attraverso Luigi Bonelli, padre della prima e nonno della seconda, di cui troviamo incisi alcuni versi della poesia, ‘’Acqua e Vino’’, ovvero il Palio, in un ribollire di emozioni indirizzate agli alfieri di piazza.

Un amorevole figlio di Siena che ha portato la città, il Palio e la Contrada al centro dei suoi scritti e del suo lavoro di commediografo e giornalista, trasmettendo questo sentimento così forte a Rosanna e di conseguenza a Chiara.

 

Il classico bacile, con i doverosi stemmi di Siena, del Magistrato e del Comitato Amici del Palio, mostra immediatamente la sua particolarità nello spazio che si apre al suo interno. La bordatura, infatti, è collegata al centro del piatto con dei fili che attraversano, appunto, lo spazio e lasciando all’immaginazione la posa dei mattoni di Piazza, magari ricoperti di verbena. Diciassette spicchi quante sono le Contrade, divise, ma unite da quei fili che le porta essere parte di una stessa ed unica cosa.

 

Nell’argenteo bordo sono incastonati 17 pezzetti di pietra serena, base naturale dei colori di ognuna Contrada, a sancire quel legame profondo con la città, quell’esser delle lastre come ci piace definirci.

Il legame stretto e profondo, metafisico e, a volte, surreale, che unisce la città e le Contrade, coi suoi popoli, è il messaggio che Chiara Flamini ha voluto imprimere nel Masgalano, ponendo quindi al centro quell’ideale di famiglia che è la Contrada e la città tutta. In un tramandarsi di emozioni che derivano dal vivere il proprio territorio appieno e con la cura e la dedizione di chi l’ama.

 

Altra, non trascurabile particolarità di questo Masgalano, che potremmo definire novità a sigillo di quel legame, che sia familiare, sia con la città, con il Palio e con le sue Contrade, e che così fortemente si sente emanare dall’opera, è la sua stessa realizzazione.

Chiara e Rosanna Bonelli hanno voluto quel bacile fatto con l’argenteria di famiglia, con “oggetti di casa” fusi appositamente e con ancora impresse le impronte della mano dell’autrice li ha plasmati come nel calco originale.

 

Al centro troviamo una testa di cavallo, firma classica di Rompicollo, che è anche la forza e la purezza, dove tutte le contrade si rispecchiano. Quel cavallo dove tutto è riposto, l’annata appena passata, di grandi e piccoli contradaioli, e le speranze dei quattro giorni di Palio da compiersi nella vittoria finale. Che sia del Palio di oggi, che sia di quello di domani. Il Palio, quello dei cavalli, quello più vero.

Ma anche dei fantini che a quei cavalli dedicano la propria passione e il proprio amore, e sentono il dovere di riconoscenza a Siena e alle sue Contrade. Come Rosanna Bonelli, detta Rompicollo.

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